Rivascolarizzazione
cerebrale
Interventi per ripristinare o migliorare il flusso sanguigno nel cervello.

La rivascolarizzazione cerebrale si riferisce a una serie di procedure chirurgiche volte a ripristinare o migliorare l’apporto di sangue al cervello in quei pazienti che presentano un ridotto afflusso sanguigno cerebrale, spesso a causa di ostruzioni o alterazioni dei principali vasi sanguigni che forniscono ossigeno e nutrienti al tessuto cerebrale.
Cause della riduzione del flusso sanguigno cerebrale: Le condizioni che possono portare a una diminuzione del flusso sanguigno al cervello includono stenosi arteriosa (restringimento delle arterie), occlusioni (blocco) o malattie vascolari progressive come la sindrome di Moya Moya.
Procedure di rivascolarizzazione: Ci sono diverse tecniche di rivascolarizzazione cerebrale, e la scelta della procedura dipende dalla causa del problema, dalla localizzazione e dalle condizioni del paziente.
- Bypass extra-intracranico (EC-IC bypass): questa procedura collega un’arteria al di fuori del cranio a un’arteria all’interno del cranio. Questo viene fatto per creare un nuovo percorso di flusso sanguigno che aggira l’area ostruita o danneggiata.
- Bypass intracranico-intracranico: in questo caso, due arterie all’interno del cranio vengono collegate tra loro per migliorare il flusso sanguigno in una determinata regione del cervello.
Rischi e benefici: Come per qualsiasi procedura chirurgica, ci sono rischi associati alla rivascolarizzazione cerebrale, come infezioni, emorragie o complicazioni neurologiche. Tuttavia, quando eseguita da chirurghi esperti in centri specializzati, la rivascolarizzazione può offrire significativi benefici, come la riduzione del rischio di ictus ischemico o la risoluzione di sintomi legati a un insufficiente afflusso sanguigno cerebrale.
All’Ospedale di Parma dal 2020 è stato avviato il protocollo EIRASP (Extra Intra Cranial Revascularization Acute Stroke Protocol) di cui sono la responsabile, per la selezione di pazienti vittima di ischemia cerebrale che possono beneficiare anche in acuto di tecniche di rivascolarizzazione laddove i trattamenti di prima linea non risultino efficaci.